SISTEMI DINAMICI LINEARI

Stato, ingresso, uscita, soluzione, raggiungibilità, osservabilità e decomposizione di Kalman

GUIDA DIDATTICA POST-LEZIONE
Sistemi dinamici lineari

Dalla rappresentazione nello spazio di stato alle proprietà strutturali del modello

Obiettivo della guida Comprendere prima il significato fisico, geometrico e informativo; usare poi matrici, rango e cambi di coordinate come strumenti di verifica rigorosa.

1.1       Scheda didattica

CampoContenuto
DisciplinaTeoria dei sistemi e controlli automatici
Macro-areaSistemi dinamici lineari nello spazio di stato
LivelloUniversità — corso introduttivo/intermedio
TargetStudentessa che sta consolidando notazione, significato geometrico e criteri di rango
Tempo di studioQuattro-sei ore, suddivise in sessioni
Tipo di materialeDispensa post-lezione con esempi, esercizi e soluzioni ragionate
Stato della releaseCANONICAL RELEASE — profilo guida didattica ES v2.5

Questa dispensa ricostruisce il percorso concettuale dalla definizione di stato fino alla decomposizione completa di Kalman. La priorità è distinguere sempre il sistema fisico dal modello, la matrice dal sottospazio e il calcolo dal significato ingegneristico.

Quindi..

Obiettivi di apprendimento Interpretare stato, ingresso e uscita e controllare le dimensioni delle matrici del modello. Spiegare il ruolo della matrice esponenziale e distinguere movimento libero e forzato. Costruire e interpretare le matrici di raggiungibilità e osservabilità. Distinguere immagine, nucleo, rango e sottospazi strutturali. Applicare cambi di coordinate dichiarando la convenzione utilizzata. Interpretare gli zeri strutturali nelle decomposizioni raggiungibile e osservabile. Collegare decomposizione di Kalman, funzione di trasferimento e realizzazione minima.
Prerequisiti Operazioni con matrici e vettori. Sistemi lineari, rango, immagine e nucleo. Autovalori e autovettori. Equazioni differenziali lineari del primo ordine. Concetto di ingresso, misura e condizione iniziale.
Come usare la dispensa Leggi prima il significato concettuale e soltanto dopo le formule. Ricostruisci a mano le dimensioni di ogni prodotto matriciale. Ripeti gli esempi senza guardare il risultato finale. Rispondi alle domande concettuali prima degli esercizi numerici. Confronta le tue soluzioni con la sezione ragionata soltanto alla fine. Usa la sezione dedicata a ChatGPT come protocollo di controllo, non come scorciatoia.
ParteDomanda centrale
FondamentiCome si rappresenta un sistema dinamico nello spazio di stato?
RaggiungibilitàQuali direzioni possono essere generate dagli attuatori?
Cambi di coordinateCome si separano le componenti raggiungibili e non raggiungibili?
OsservabilitàQuali stati possono essere ricostruiti dalle misure?
Realizzazione e criteri avanzatiQuali dinamiche sono visibili nel comportamento ingresso-uscita?
ConsolidamentoCome si applicano i criteri evitando errori di notazione e interpretazione?

1.2       Indice della guida

I — Fondamenti del modello nello spazio di stato

  • 1. Sistema, ambiente e modello
  • 2. Stato, ingresso e uscita
  • 3. Il modello lineare nello spazio di stato
  • 4. Soluzione dell’equazione di stato e matrice di transizione
  • 5. Notazione delle funzioni e significato delle barre

II — Raggiungibilità e controllabilità

  • 6. Raggiungibilità: definizione e significato geometrico
  • 7. Immagine, rango e matrice di raggiungibilità
  • 8. Perché basta un numero finito di propagazioni: teorema di Cayley-Hamilton
  • 9. Derivazione in tempo discreto
  • 10. Raggiungibilità e controllabilità

III — Cambi di coordinate e decomposizione raggiungibile

  • 11. Autovalori, autovettori e cambi di coordinate
  • 12. Esempio svolto: una sola direzione raggiungibile
  • 13. Decomposizione raggiungibile e non raggiungibile
  • 14. Retroazione, poli non raggiungibili e stabilizzabilità
  • 15. Esempio svolto: circuito a due stati

IV — Osservabilità e decomposizione di Kalman

  • 16. Osservabilità: che cosa possiamo ricostruire?
  • 17. Sottospazio non osservabile e sottospazio osservabile
  • 18. Matrice di osservabilità e criterio di rango
  • 19. Esempi di osservabilità
  • 20. Decomposizione osservabile e non osservabile
  • 21. Dualità tra raggiungibilità e osservabilità
  • 22. Decomposizione completa di Kalman

V — Realizzazione, criteri avanzati e decisione ingegneristica

  • 23. Funzione di trasferimento e realizzazione minima
  • 24. Strumenti equivalenti avanzati: Gramiani e criterio PBH
  • 25. Dal modello alla decisione ingegneristica

VI — Consolidamento, esercizi e sintesi

  • 26. Errori di notazione e ragionamento da evitare
  • 27. Procedura operativa per gli esercizi
  • Come usare ChatGPT per studiare i sistemi dinamici lineari passo dopo passo.
  • 28. Esercizi di verifica
  • 29. Soluzioni ragionate
  • 30. Mappa mentale e glossario finale

Riferimenti didattici

2          PARTE I — Fondamenti del modello nello spazio di stato

Domanda guida Come si descrive un sistema dinamico distinguendo realtà, modello, stato, ingresso, uscita e propagazione temporale?

2.1       1. Sistema, ambiente e modello

Idea intuitiva. Un sistema è la parte della realtà che decidiamo di isolare concettualmente per studiarne il comportamento. Il confine del sistema non è dato una volta per tutte: dipende dalla domanda ingegneristica.

Idea formale. Un modello associa condizioni interne e segnali esterni a un’evoluzione temporale e a determinate uscite. Il modello non coincide con la realtà: è una rappresentazione selettiva costruita per previsione, controllo, diagnosi o progettazione.

  • Il sistema fisico è l’oggetto reale.
  • Il modello è l’insieme di variabili, ipotesi ed equazioni impiegate per descriverlo.
  • La bontà del modello dipende dallo scopo: un modello può essere utile pur non rappresentando ogni dettaglio.
  • Ciò che resta fuori dal confine viene trattato come ambiente, disturbo o fenomeno trascurato.
Principio di falsificabilità Se le previsioni del modello sono sistematicamente contraddette dalle misure, occorre rivedere variabili, parametri, ipotesi o struttura. Non si corregge il modello forzando i dati a coincidere con esso.

2.2       2. Stato, ingresso e uscita

2.2.1         2.1 Il vettore di stato

Lo stato raccoglie le variabili interne necessarie a determinare l’evoluzione futura del modello. Nel formalismo classico, conoscere lo stato all’istante iniziale e l’intera storia futura dell’ingresso è sufficiente a determinare sia la traiettoria interna sia l’uscita.

𝐱(t)=[x1(t)x2(t)⋮xn(t)]∈ℝn\mathbf{x}(t)= \begin{bmatrix} x_1(t)\\ x_2(t)\\ \vdots\\ x_n(t) \end{bmatrix} \in\mathbb{R}^n
  • La dimensione del vettore di stato coincide con il numero di variabili interne considerate dal modello.
  • Ogni elemento del vettore di stato rappresenta una singola variabile interna dipendente dal tempo.
  • Lo stato può essere parzialmente o totalmente non misurabile direttamente.
  • Il vettore di stato dipende dal modello e dallo scopo, non soltanto dall’oggetto fisico.
Correzione terminologica La variabile indipendente è normalmente il tempo. Stato, ingresso e uscita sono funzioni del tempo; lo stato non è una “variabile indipendente” nel senso usato nella regressione.

2.2.2         2.2 Il vettore di ingresso

L’ingresso è il segnale esterno che agisce sul sistema. Nei problemi di controllo è il comando disponibile: tensione, forza, coppia, portata, potenza termica, comando di un attuatore.

𝐮(t)=[u1(t)u2(t)⋮um(t)]∈ℝm\mathbf{u}(t)= \begin{bmatrix} u_1(t)\\ u_2(t)\\ \vdots\\ u_m(t) \end{bmatrix} \in\mathbb{R}^m
  • La dimensione del vettore di ingresso coincide con il numero di canali di comando indipendenti.
  • Un ingresso può essere scelto dal controllore oppure essere un segnale esterno noto.
  • I disturbi non controllabili possono essere modellati con un vettore separato.

2.2.3         2.3 Il vettore di uscita

L’uscita è ciò che il modello rende disponibile come misura o risultato. Può coincidere con alcune componenti dello stato, essere una combinazione di stati o contenere un contributo diretto dell’ingresso.

𝐲(t)=[y1(t)y2(t)⋮yp(t)]∈ℝp\mathbf{y}(t)= \begin{bmatrix} y_1(t)\\ y_2(t)\\ \vdots\\ y_p(t) \end{bmatrix} \in\mathbb{R}^p

2.3 3. Il modello lineare nello spazio di stato

𝐱˙(t)=A𝐱(t)+B𝐮(t)𝐲(t)=C𝐱(t)+D𝐮(t)\begin{array}{l} \dot{\mathbf{x}}(t)=A\mathbf{x}(t)+B\mathbf{u}(t) \\[4pt] \mathbf{y}(t)=C\mathbf{x}(t)+D\mathbf{u}(t) \end{array}
ElementoDimensione concettualeRuolo
Vettore di statonumero di stati per una colonnadescrive la configurazione interna
Vettore di ingressonumero di ingressi per una colonnaraccoglie i segnali di comando
Vettore di uscitanumero di uscite per una colonnaraccoglie le misure o i risultati
Matrice dinamicanumero di stati per numero di statitrasforma lo stato nella sua derivata
Matrice di ingressonumero di stati per numero di ingressitrasforma il comando nella derivata dello stato
Matrice di uscitanumero di uscite per numero di statitrasforma lo stato nella misura
Matrice di attraversamento direttonumero di uscite per numero di ingressidescrive l’effetto immediato del comando sull’uscita
Controllo dimensionale I due termini sommati nell’equazione di stato devono produrre entrambi un vettore con tante componenti quanti sono gli stati. La verifica matriciale è riportata subito sotto.
(n×n)(n×1)+(n×m)(m×1)=n×1(n\times n)(n\times 1)+(n\times m)(m\times 1)=n\times 1

2.3.1       3.1 Una riga matriciale contiene più equazioni

Consideriamo un modello con tre variabili di stato e due canali di ingresso. La forma matriciale compatta equivale alle tre equazioni differenziali seguenti:

x˙1=a11x1+a12x2+a13x3+b11u1+b12u2x˙2=a21x1+a22x2+a23x3+b21u1+b22u2x˙3=a31x1+a32x2+a33x3+b31u1+b32u2\begin{array}{l} \dot{x}_1=a_{11}x_1+a_{12}x_2+a_{13}x_3+b_{11}u_1+b_{12}u_2 \\[4pt] \dot{x}_2=a_{21}x_1+a_{22}x_2+a_{23}x_3+b_{21}u_1+b_{22}u_2 \\[4pt] \dot{x}_3=a_{31}x_1+a_{32}x_2+a_{33}x_3+b_{31}u_1+b_{32}u_2 \end{array}

Il numero di equazioni dinamiche coincide con il numero di componenti dello stato. Il numero dei canali di ingresso può essere minore, uguale o maggiore del numero degli stati.

2.3.2        3.2 Linearità e tempo-invarianza

Linearità significa sovrapposizione: combinazioni lineari di condizioni iniziali e ingressi producono le corrispondenti combinazioni lineari delle risposte. Tempo-invarianza significa che le matrici della dinamica, dell’ingresso, dell’uscita e dell’attraversamento diretto non cambiano con l’istante assoluto: traslare l’ingresso nel tempo trasla la risposta senza modificarne la forma.

Assunzione del modello Molti sistemi reali sono non lineari. Un modello lineare tempo-invariante può essere esatto oppure rappresentare una linearizzazione locale attorno a un punto di funzionamento.

2.4      4. Soluzione dell’equazione di stato e matrice di transizione

Consideriamo il modello dinamico con stato iniziale assegnato. La soluzione completa è costituita da un termine libero e da un termine forzato:

𝐱(t)=eAt𝐱0+∫0teA(t−τ)B𝐮(τ)dτ\mathbf{x}(t)=e^{At}\mathbf{x}_0+\int_{0}^{t}e^{A(t-\tau)}B\mathbf{u}(\tau)\,d\tau
TermineNomeSignificato
Propagazione dello stato inizialemovimento liberoevoluzione dovuta alla condizione iniziale quando il comando è nullo
Integrale del contributo di ingressomovimento forzatosomma degli effetti prodotti dal comando lungo il tempo

2.4.1         4.1 Perché compare la matrice esponenziale

Nel caso scalare omogeneo la soluzione ha andamento esponenziale. La matrice esponenziale generalizza lo stesso meccanismo ai sistemi con più variabili di stato:

eAt=I+At+A2t22!+A3t33!+⋯ddteAt=AeAt\begin{array}{l} e^{At}=I+At+\frac{A^2t^2}{2!}+\frac{A^3t^3}{3!}+\cdots \\[6pt] \frac{d}{dt}e^{At}=Ae^{At} \end{array}

La matrice esponenziale soddisfa sia l’equazione differenziale omogenea sia la condizione iniziale. Per questo rappresenta l’operatore naturale di propagazione del moto libero.

2.4.2        4.2 Significato della matrice di transizione

Negli Appunti DID la matrice di transizione viene indicata mediante un simbolo dedicato. Per un sistema lineare tempo-invariante continuo vale la relazione seguente:

L(t)=eAtL(t)=e^{At}

La matrice di transizione prende lo stato iniziale e lo propaga nel tempo in assenza del contributo forzato:

𝐱L(t)=L(t)𝐱(0)\mathbf{x}_L(t)=L(t)\mathbf{x}(0)
Sistemi dinamici lineari
Figura 1 — La matrice di transizione propaga lo stato iniziale; la matrice di uscita trasforma lo stato propagato nella misura

2.4.3 4.3 Perché la propagazione dipende dal tempo trascorso

Un valore dell’ingresso applicato a un certo istante viene trasformato dalla matrice di ingresso in una variazione nello spazio degli stati. Tale variazione evolve poi attraverso la dinamica per tutto il tempo residuo. L’integrale somma i contributi infinitesimi prodotti dall’istante iniziale fino all’istante di osservazione.

𝐮(τ)→B𝐮(τ)→eA(t−τ)B𝐮(τ)→integrazione rispetto a τ\mathbf{u}(\tau)\rightarrow B\mathbf{u}(\tau)\rightarrow e^{A(t-\tau)}B\mathbf{u}(\tau)\rightarrow\text{integrazione rispetto a }\tau

2.4.4 4.4 Verifica diretta della soluzione

Per verificare il termine forzato consideriamo condizioni iniziali nulle e applichiamo la regola di Leibniz all’integrale della soluzione:

𝐱˙(t)=B𝐮(t)+∫0tAeA(t−τ)B𝐮(τ)dτ𝐱˙(t)=B𝐮(t)+A𝐱(t)\begin{array}{l} \dot{\mathbf{x}}(t)=B\mathbf{u}(t)+\displaystyle\int_{0}^{t}Ae^{A(t-\tau)}B\mathbf{u}(\tau)\,d\tau \\[6pt] \dot{\mathbf{x}}(t)=B\mathbf{u}(t)+A\mathbf{x}(t) \end{array}

La funzione ottenuta soddisfa sia l’equazione differenziale sia la condizione iniziale nulla. Per unicità, coincide quindi con la soluzione cercata.

2.5      5. Notazione delle funzioni e significato delle barre

1.1.1         5.1 Valore istantaneo e funzione completa

u(t)=valore dell’ingresso al singolo istante tu(⋅)=intera funzione temporale u:[0,T]→ℝm\begin{array}{l} u(t)=\text{valore dell’ingresso al singolo istante }t \\[6pt] u(\cdot)=\text{intera funzione temporale }u:[0,T]\rightarrow\mathbb{R}^m \end{array}

Quando la definizione afferma che esiste un ingresso, l’incognita è un’intera funzione temporale di comando, non un singolo valore istantaneo.

2.5.2 5.2 Significato della barra

Una barra non indica qui media statistica. Serve a designare un oggetto particolare scelto nella definizione:

Oggetto concettualeLettura
Stato obiettivostato specifico che si vuole raggiungere
Tempo finaleistante specifico in cui il raggiungimento si realizza
Controllo specificofunzione di ingresso che realizza il trasferimento
x‾ raggiungibile⟺∃t‾>0, ∃u‾(⋅): 𝐱u‾(t‾)=x‾\bar{x}\ \text{raggiungibile}\quad\Longleftrightarrow\quad \exists\,\bar{t}>0,\ \exists\,\bar{u}(\cdot):\ \mathbf{x}_{\bar{u}}(\bar{t})=\bar{x}

PARTE II – Raggiungibilità e controllabilità

Domanda guida Quali direzioni dello spazio degli stati possono essere generate dagli attuatori disponibili?

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