Momento di una forza e prodotto vettoriale

Dalla geometria dell’applicazione della forza al calcolo della rotazione attorno a un asse fisso

Andrea Zedda

Guida didattica ES — versione 1.0

MateriaFisicaAreaMeccanica — Rotazione
LivelloScuola secondaria di secondo grado / Fisica 1A chi è rivoltoStudenti del triennio e università base
DifficoltàIntermediaTempo di studio120–150 minuti

Una forza non determina da sola l’effetto rotazionale che osserviamo. Conta dove viene applicata, rispetto a quale punto o asse valutiamo la rotazione e quale parte della forza agisce in direzione perpendicolare alla posizione. Questa guida costruisce il concetto di momento partendo da fenomeni osservabili, lo traduce nel linguaggio del prodotto vettoriale e mostra come controllare ogni risultato con geometria, unità, segno e casi limite.

Scopo didattico. Al termine dello studio dovrai saper distinguere forza, vettore posizione, braccio e momento; scegliere il metodo di calcolo più efficiente; determinare direzione e verso; passare dalla forma geometrica alla forma cartesiana; verificare il risultato prima di considerarlo corretto.
Prerequisiti. Operazioni con vettori; componenti cartesiane; trigonometria elementare; sistemi di riferimento; unità del Sistema Internazionale; nozione intuitiva di rotazione attorno a un punto o a un asse.

1           Come usare questa guida

Questa guida non è costruita come una sequenza di formule da memorizzare. Il percorso segue una catena di modellazione:

fenomeno→grandezze→ipotesi→modello→calcolo→controllofenomeno \rightarrow grandezze \rightarrow ipotesi \rightarrow modello \rightarrow calcolo \rightarrow controllo

Il lettore dovrebbe procedere in tre passaggi.

  1. Comprensione. Leggere le sezioni concettuali e ricostruire con un disegno il punto di riferimento, il punto di applicazione, il vettore posizione e la linea d’azione della forza.
  2. Applicazione. Ripetere gli esempi guidati senza guardare subito il risultato, scegliendo ogni volta il metodo più adatto.
  3. Falsificazione. Verificare unità, segno, limite superiore e comportamento nei casi limite. Un calcolo non è concluso finché non ha superato almeno un controllo indipendente.

1.1          Livelli di lettura

Il documento distingue tre livelli.

  • Nucleo fondamentale: definizioni e procedure indispensabili.
  • Approfondimento ES: interpretazioni utili per comprendere la struttura matematica del modello.
  • Ponte al capitolo successivo: concetti introdotti per collegare il momento alla dinamica rotazionale.

1.2          Mappa concettuale

Il percorso logico centrale è il seguente:

r→, F→, θ→τ→O=r→×F→→|τ→O|=rFsin⁡θ→direzione e verso\vec{r},\ \vec{F},\ \theta \;\rightarrow\; \vec{\tau}_O=\vec{r}\times\vec{F} \;\rightarrow\; |\vec{\tau}_O|=rF\sin\theta \;\rightarrow\; \text{direzione e verso}

La stessa grandezza può essere letta attraverso tre rappresentazioni equivalenti:

|τ→O|=rFsin⁡θ=Fd=rF⟂|\vec{\tau}_O|=rF\sin\theta=Fd=rF_{\perp}

Queste forme non sono tre formule indipendenti. Sono tre modi di descrivere la stessa geometria.

2           Dal fenomeno al modello

2.1          La domanda guida

Domanda guida. Perché una porta ruota facilmente quando spingiamo sulla maniglia, ruota poco se applichiamo la stessa forza vicino alle cerniere e non ruota affatto se la linea d’azione della forza passa per l’asse delle cerniere?

Una forza può produrre traslazione, rotazione o una combinazione dei due effetti. Per descrivere la tendenza alla rotazione rispetto a un punto non basta conoscere il modulo della forza. Servono anche la posizione del punto di applicazione e la direzione della forza.

momento di una forza e prodotto vettoriale
Figura 1 — Tre applicazioni della stessa forza mostrano come distanza efficace e linea d’azione determinino il momento.

2.2          Osservazione, misura e inferenza

L’osservazione qualitativa è che la capacità di produrre rotazione cambia con la geometria. Per trasformare questa osservazione in un modello misurabile introduciamo:

  • un punto o un asse di riferimento;
  • il punto di applicazione della forza;
  • il vettore che collega il riferimento al punto di applicazione;
  • il modulo della forza;
  • l’angolo compreso tra posizione e forza;
  • la linea d’azione della forza.

Indichiamo il vettore posizione con:

r→\overrightarrow{r}

Indichiamo la forza con:

F→\overrightarrow{F}

L’angolo geometrico tra i due vettori è scelto nell’intervallo:

0≤θ≤π0≤θ≤π

L’ipotesi di modello è che l’effetto rotazionale rispetto al punto scelto sia rappresentato dal prodotto vettoriale tra posizione e forza.

τO=r→×F→τ_O= \overrightarrow{r} \times \overrightarrow{F}

La previsione principale è immediata: se posizione e forza sono parallele, il momento è nullo; se sono perpendicolari, il modulo è massimo a parità di distanza e forza.

2.3  Che cosa deve spiegare una formula corretta

Una formula adeguata deve riprodurre almeno quattro osservazioni:

  1. il momento aumenta quando aumenta la distanza efficace dall’asse;
  2. il momento aumenta quando aumenta il modulo della forza;
  3. il momento si annulla quando la linea d’azione passa per il riferimento;
  4. il momento cambia verso quando si inverte la tendenza alla rotazione.

Questi requisiti diventano criteri di falsificazione. Una formula che non li riproduce non descrive correttamente il fenomeno considerato.

3           Il prodotto vettoriale

3.1        Definizione geometrica

Dati due vettori, il loro prodotto vettoriale è un vettore perpendicolare al piano individuato dai due fattori.

A→×B→\overrightarrow{A} \times \overrightarrow{B}

Il modulo è:

|A→×B→|=ABsinθ| \overrightarrow{A} \times \overrightarrow{B} | = AB \; sin \theta

La direzione è normale al piano contenente i due vettori. Il verso è determinato dalla regola della mano destra e dipende dall’ordine dei fattori.

3.2          Perché compare il seno

Il seno seleziona la parte di un vettore che è perpendicolare all’altro. Se i vettori sono paralleli o antiparalleli, il seno è nullo

sin0=0sin 0=0
sinπ=0sin \; \pi=0

Se i vettori sono perpendicolari, il seno vale uno.

sinπ2=1sin \; \; \frac{\pi}{2}=1

Di conseguenza :

0≤|A→×B→|≤AB0\leq\left|\vec{A}\times\vec{B}\right|\leq AB
Controllo matematico. Il modulo del prodotto vettoriale non può superare il prodotto dei moduli. Se un calcolo produce un valore maggiore, esiste necessariamente un errore di angolo, componenti o aritmetica.

3.3 Anticommutatività

Il prodotto vettoriale non è commutativo. Scambiando l’ordine, il modulo resta invariato ma il verso si inverte.

A→×B→=−(B→×A→)\overrightarrow{A} \times \overrightarrow{B} = – ( \overrightarrow{B} \times \overrightarrow{A})

Per il momento della forza l’ordine corretto è quindi:

τO=r→×F→τ_O= \overrightarrow{r} \times \overrightarrow{F}

Non si può sostituire con l’ordine inverso senza cambiare il risultato vettoriale.

3.4 Distributività

Il prodotto vettoriale è distributivo rispetto alla somma. Questa proprietà consente di calcolare il momento di più forze separatamente e poi sommare i contributi.

r→×(F→1+F→2)=r→×F→1+r→×F→2\vec{r}\times(\vec{F}_1+\vec{F}_2)=\vec{r}\times\vec{F}_1+\vec{r}\times\vec{F}_2

proprio vettore posizione.

4        Il momento di una forza

4.1         Definizione rispetto a un punto

Il momento della forza rispetto al punto di riferimento è definito da:

τ→O=r→O×F→\vec{\tau}_O=\vec{r}_O\times\vec{F}

Il vettore posizione parte dal riferimento e termina nel punto di applicazione della forza. Il pedice ricorda che il momento dipende dal punto rispetto al quale viene calcolato.

Idea chiave. Il momento non è una proprietà della forza isolata. La stessa forza può avere momenti diversi rispetto a punti diversi o quando cambia il punto di applicazione.

4.2 Modulo

Il modulo del momento è:

|τ→O|=rFsin⁡θ|\vec{\tau}_O|=rF\sin\theta

Dove:

  • la distanza rappresenta il modulo del vettore posizione;
  • la forza rappresenta il modulo del vettore forza;
  • l’angolo è quello compreso tra posizione e forza.

Il risultato è sempre non negativo quando si parla del modulo. Il segno compare quando si rappresenta una componente orientata, per esempio nel piano cartesiano.

4.3          Unità di misura

Nel Sistema Internazionale il momento si misura in newton metro:

[τ]=Nm[\tau]=\mathrm{N\,m}

L’unità coincide dimensionalmente con quella del lavoro, ma le grandezze non sono intercambiabili. Il lavoro è uno scalare; il momento è un vettore assiale e descrive una tendenza alla rotazione.

4.4          Momento rispetto a un asse

Quando il corpo è vincolato a ruotare attorno a un asse fisso, interessa la componente del momento lungo quell’asse. In un problema planare nel piano cartesiano, il momento è diretto lungo l’asse perpendicolare al piano.

r→,F→∈xy⇒τ→∥z\vec{r},\vec{F}\in xy \quad\Rightarrow\quad \vec{\tau}\parallel z

Questa proprietà non significa che il momento sia sempre diretto lungo l’asse verticale. Dipende dal piano individuato dai vettori e dal sistema di riferimento scelto.

5      Tre rappresentazioni equivalenti

5.1       Forma geometrica completa

La forma generale è:

|τ→O|=rFsin⁡θ|\vec{\tau}_O|=rF\sin\theta

Questa espressione rende esplicito il ruolo dell’angolo.

5.2          Forma tramite il braccio

Il braccio è la distanza minima, quindi perpendicolare, tra il riferimento e la linea d’azione della forza.

d=rsinθd=r \; sin \theta

Sostituendo nella formula del momento:

|τ→O|=Fd|\vec{\tau}_O|=Fd

Il braccio non coincide in generale con la distanza tra riferimento e punto di applicazione. Coincide soltanto quando la forza è perpendicolare al vettore posizione.

5.3          Forma tramite la componente perpendicolare

La componente della forza che produce rotazione è quella perpendicolare al vettore posizione

F⟂=Fsin⁡θF_{\perp}=F\sin\theta

Il momento diventa:

|τ→O|=rF⟂|\vec{\tau}_O|=rF_{\perp}

La componente parallela non contribuisce alla rotazione rispetto al punto considerato.

momento di una forza e prodotto vettoriale
Figura 2 — La stessa geometria può essere letta attraverso angolo, braccio o componente perpendicolare.

5.4      Come scegliere la rappresentazione

Informazioni disponibiliMetodo più direttoVantaggio
Moduli e angoloForma geometricaUsa direttamente i dati forniti
Linea d’azione e distanza perpendicolareMetodo del braccioRiduce il problema a una distanza efficace
Componenti della forzaComponente perpendicolareSepara la parte efficace dalla parte radiale
Coordinate cartesianeProdotto vettoriale in componentiGestisce automaticamente geometria e segno

La scelta non cambia la fisica del problema. Cambia soltanto la rappresentazione più efficiente.

6       Direzione, verso e segno

6.1         Regola della mano destra

Per determinare il verso del prodotto vettoriale:

  1. orientare le dita della mano destra lungo il primo vettore;
  2. chiuderle verso il secondo vettore seguendo la rotazione più breve;
  3. il pollice indica il verso del prodotto.

Per il momento, l’ordine mentale deve essere sempre:

r→primaF→dopo\overrightarrow{r} \; prima \; \; \overrightarrow{F} \; dopo

6.2 Convenzione nel piano cartesiano

Assumendo un sistema destrorso con asse positivo uscente dal foglio:

  • una tendenza antioraria produce componente positiva;
  • una tendenza oraria produce componente negativa.
Figura 3 — Nel piano cartesiano, il segno della componente del momento dipende dal verso di rotazione e dall’orientazione dell’asse perpendicolare.

6,3         Simboli entrante e uscente

Il simbolo con il punto centrale rappresenta un vettore uscente dal foglio. Il simbolo con la croce centrale rappresenta un vettore entrante. Sono analoghi alla punta e alla coda di una freccia osservata lungo il proprio asse.

6.4        Modulo e componente firmata

È necessario distinguere:

|τ→|≥0|\vec{\tau}|\geq 0

Dalla componente orientata:

τz∈ℝ\tau_z\in\mathbb{R}

Nel piano può essere utile scrivere:

τz=rFsin⁡θs\tau_z=rF\sin\theta_s

Dove l’angolo orientato conserva l’informazione sul verso. In alternativa, la forma cartesiana produce direttamente il segno.

7          Calcolo cartesiano

7.1         Versori e componenti

I versori fondamentali sono:

𝐢^,𝐣^,𝐤^\hat{\mathbf{i}},\qquad \hat{\mathbf{j}},\qquad \hat{\mathbf{k}}

Un vettore tridimensionale può essere scritto come:

A→=Ax𝐢^+Ay𝐣^+Az𝐤^\vec{A}=A_x\hat{\mathbf{i}}+A_y\hat{\mathbf{j}}+A_z\hat{\mathbf{k}}

7.2 Prodotto vettoriale in componenti

Per due vettori generici:

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Scritto da

Francesco Atzeni

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