Velocità, legge oraria e grafici spazio-tempo, esercizio sul moto rettilineo uniforme, spiegazione dettagliata.
| Campo | Informazione | Campo | Informazione |
| Materia | Fisica | Macro-area | Meccanica · Cinematica |
| Argomento | Moto rettilineo uniforme | Sottocategoria | Legge oraria e grafici |
| Livello | Secondaria II grado · base | Destinatari | Studenti al primo studio |
| Difficoltà | Introduttiva | Tempo di studio | 60–90 min · stima editoriale |
| Tipo contenuto | Guida didattica post-lezione | Autore / cura | Andrea Zedda · ES |
| Versione contenuto | 1.0 | Sistema template | ES 2.7 |
| Data revisione | 19 ottobre 2026 | Obiettivo | Leggere grafici, ricavare velocità e collegare posizione e tempo. |
Obiettivi e prerequisiti
Scopo didattico. Distinguere posizione e spostamento; interpretare una velocità; collegare la legge oraria all’equazione della retta; leggere e costruire un grafico; verificare tempi, distanze e unità.
Prerequisiti. Operazioni con frazioni e numeri decimali, proporzioni, coordinate cartesiane ed equazione della retta. I passaggi necessari vengono richiamati prima dell’uso.
Il percorso principale riguarda un solo corpo su una traiettoria rettilinea, a velocità costante. I sistemi di incontro compaiono soltanto nel ponte facoltativo conclusivo.
Mappa del percorso
Il problema da imparare a leggere
Dire dove si trova un corpo e dire quanto velocemente si muove non sono la stessa cosa. Una posizione descrive un luogo rispetto a un riferimento; una velocità mette in relazione un cambiamento di posizione con il tempo impiegato. Il grafico permette di leggere insieme queste informazioni, purché non venga scambiato per il disegno della strada.
Questa guida parte dalle domande pratiche affrontate nella lezione: che cosa significa viaggiare a una certa velocità, quanto si percorre in una frazione d’ora e come si interpreta la retta di un grafico spazio-tempo. La relazione con la geometria analitica viene costruita gradualmente, non introdotta come una formula da memorizzare.
| Tappa | Domanda operativa | Controllo da saper eseguire |
| Modulo 1 | Dove si trova il corpo? | Sottrarre posizione iniziale e finale. |
| Modulo 2 | Quanto cambia la posizione in un certo tempo? | Interpretare il rapporto e le unità. |
| Modulo 3 | Come si prevede la posizione? | Distinguere posizione iniziale e contributo del moto. |
| Modulo 4 | Che cosa rappresenta la retta? | Leggere coordinate e pendenza senza confonderle con la traiettoria. |
| Esempi e controlli | Quale operazione risponde alla domanda? | Verificare il risultato con un secondo ragionamento. |
| Autovalutazione | Il metodo funziona con altri dati? | Ricostruire la soluzione senza copiarla. |
Come utilizzare la guida
Leggi i moduli nell’ordine proposto. Prima di ciascuna soluzione prova a prevedere il risultato: sarà maggiore o minore del valore di confronto? Quale unità deve avere? Dopo lo svolgimento ripeti il controllo senza guardare i passaggi.
Tre livelli distinti. Il nucleo fondamentale riorganizza i contenuti trattati. Le precisazioni e gli approfondimenti ES rendono espliciti limiti e convenzioni. Il ponte al capitolo successivo introduce i sistemi, richiesti all’inizio ma non svolti nella lezione.
Gli esercizi di autovalutazione sono nuove attività di consolidamento. Tutti i numeri sono dati assegnati a modelli ideali, non misure sperimentali di prestazioni reali.
Confine del percorso
La lezione richiama anche la velocità istantanea, riferita a un preciso istante: nel moto uniforme coincide con la velocità media. Passare da zero a cento chilometri all’ora implica invece una variazione di velocità. Chiedere in quanto tempo avviene questa variazione introduce il tema dell’accelerazione, rinviato a un successivo capitolo.
Modulo 1 – Posizione, spostamento e tempo
Scegliere un riferimento
Immagina una pista rettilinea con le distanze segnate a terra. Per descrivere dove ti trovi occorre scegliere un punto a cui assegnare lo zero e un verso lungo il quale le coordinate aumentano. In questa guida la coordinata lungo la pista si chiama \(s\), e viene espressa in metri oppure in chilometri.
La posizione iniziale si indica con \(s_0\) il pedice zero identifica la posizione all’istante iniziale scelto: non afferma che il suo valore sia zero.
Se parti in corrispondenza della scritta 100 metri e raggiungi la scritta 200 metri, la posizione finale e lo spostamento hanno valori diversi:
La lettera \( \Delta \) letta “delta” indica una variazione. La sottrazione toglie il punto di partenza dalla posizione finale: misura quanto è cambiata la coordinata, non quanto dista il punto finale dallo zero della pista.
Posizione non significa distanza percorsa. Essere alla coordinata 200 metri non implica aver percorso 200 metri. Prima devi sapere da dove sei partito e come ti sei mosso.
Distinguere istante e intervallo
Un istante indica quando avviene qualcosa; un intervallo indica quanto tempo separa due istanti. Se l’osservazione comincia all’istante \(t_0\) e termina all’istante \(t\), l’intervallo è:
Per esempio, tra il quarto e il sesto secondo trascorrono due secondi:
Il simbolo \(t\) rappresenta il tempo. Il simbolo \(s\) scritto in tondo dopo un numero è invece l’unità secondo: non va confuso con la variabile \(s\) della posizione.
Precisazione ES — Fermarsi rispetto a che cosa?
Un corpo può essere fermo rispetto alla pista anche se altri oggetti si muovono. Moto e quiete vengono descritti rispetto al riferimento scelto. Inoltre, uno spostamento e la lunghezza del percorso coincidono numericamente solo in condizioni specifiche: negli esempi principali ci si muove sempre nel verso positivo senza tornare indietro. [R2]
Modulo 2 — Il significato della velocità
Dal linguaggio quotidiano al rapporto
Viaggiare a 100 chilometri all’ora significa percorrere 100 chilometri in un’ora se quella velocità viene mantenuta. Non significa che il viaggio debba durare un’ora: si può considerare anche mezz’ora, un quarto d’ora o un intervallo più breve.
La velocità media lungo la direzione scelta confronta lo spostamento con il tempo trascorso:
Il numeratore dice quanto è cambiata la posizione; il denominatore dice quanto tempo è servito. Il rapporto esprime il cambiamento di posizione per unità di tempo. La velocità ha quindi un’unità composta, per esempio metri al secondo o chilometri all’ora.
Non si divide per un intervallo nullo. Una singola posizione in un singolo istante non basta per calcolare questo rapporto: occorrono almeno due istanti distinti e le rispettive posizioni.
Che cosa rende il moto rettilineo e uniforme
Rettilineo significa che la traiettoria è una retta. Uniforme significa che la velocità rimane costante nell’intervallo considerato: a intervalli di tempo uguali corrispondono spostamenti uguali. Nel seguito la indichiamo semplicemente con .
In questo modello la velocità media calcolata su qualsiasi intervallo non nullo coincide con la velocità costante del moto. Un’automobile reale può invece accelerare, frenare e curvare: in quel caso il modello può descrivere soltanto una parte del viaggio, oppure un’approssimazione dichiarata.
Proporzionalità da controllare. A velocità costante, dimezzare il tempo dimezza lo spostamento. A distanza fissata e velocità positiva, diminuire la velocità aumenta il tempo necessario. Le due frasi mantengono fisse grandezze diverse.
Unità e frazioni d’ora
Per usare una velocità in chilometri all’ora con una durata in minuti, occorre esprimere quella durata in ore:
Precisazione ES. Il metro al secondo è l’unità SI della velocità. La scelta dell’unità non modifica il moto, ma modifica il numero con cui lo si descrive. La conversione deriva dalle equivalenze di lunghezza e tempo:
Modulo 3 — La legge oraria e la retta
Dallo spostamento alla posizione
Nel moto rettilineo uniforme, moltiplicare la velocità per il tempo trascorso fornisce lo spostamento:
Il fattore \(v\) indica lo spostamento per unità di tempo; il fattore \( \Delta t\) indica per quanto tempo il corpo mantiene quella velocità. Se il cronometro parte da zero, l’intervallo trascorso coincide con \(t\) Aggiungendo lo spostamento alla posizione iniziale si ottiene:
La scrittura \(s(t)\) si legge ” posizione all’istante \(t\)”. L’addendo \(s_0\) fissa il punto di partenza; l’addendo \(v\) indica quanto la posizione cambia dopo la partenza. Sommare i due contributi risponde alla domanda dove si trova il corpo, non soltanto a quanto si è spostato.
Il collegamento con la geometria analitica
La forma esplicita della retta, già usata in matematica, è:
Per il grafico posizione-tempo la corrispondenza è:
Scrivere prima il termine noto e poi il prodotto non cambia la somma. La legge oraria e l’equazione della retta hanno la stessa struttura algebrica, ma nel problema fisico i termini possiedono significato e unità.
Controllo dimensionale
Il prodotto di una velocità in metri al secondo per un tempo in secondi restituisce metri:
Quindi la posizione iniziale e lo spostamento possono essere sommati. Non avrebbe senso sommare direttamente una posizione e una velocità: i termini avrebbero unità diverse.
La stessa lettera può avere ruoli diversi. Nella retta \(m\) è il coefficiente angolare. In 1m, invece m è il simbolo dell’unità metro. La velocità comprende il valore numerico e la sua unità.
Modulo 4 — Leggere il grafico spazio-tempo
Il corpo percorre una pista; il grafico raccoglie coppie istante–posizione. Per lo stesso moto si possono costruire le due rappresentazioni seguenti.


Perché la pendenza è la velocità
Per una retta, il coefficiente angolare è il rapporto fra variazione verticale e variazione orizzontale. In questo grafico diventano variazione di posizione e intervallo di tempo:
Tra i punti evidenziati il corpo percorre un metro in due secondi: la pendenza vale mezzo metro al secondo.
Precisazione ES — Grafico e traiettoria. La retta inclinata non è una strada in salita. L’ordinata restituisce una posizione, ma il corpo non è fisicamente collocato sull’asse verticale del foglio: quell’asse è una scala di rappresentazione. [R1]
Esempio guidato 1 — Una frazione d’ora
Testo dell’esercizio
Un veicolo viene descritto mediante un moto rettilineo uniforme nel verso positivo. Calcola la distanza percorsa in mezz’ora e in un quarto d’ora, prima alla velocità di 100 chilometri all’ora e poi a 80 chilometri all’ora.
Teoria necessaria
Negli intervalli considerati non ci sono inversioni di marcia. La distanza percorsa coincide quindi con lo spostamento positivo, dato dal prodotto fra velocità e intervallo di tempo.
Strategia ed errori da prevenire
Converti le durate in ore, perché entrambe le velocità sono espresse in chilometri all’ora. Prima del calcolo prevedi che in mezz’ora si percorrerà metà della distanza di un’ora; in un quarto d’ora, un quarto. Non usare 30 oppure 15 come numeri di ore.
Soluzione svolta passo per passo
1. Velocità di 100 chilometri all’ora. In mezz’ora:
In un quarto d’ora:
2. Velocità di 80 chilometri all’ora. Con la stessa procedura:
Verifica e interpretazione
Due intervalli consecutivi di mezz’ora formano un’ora. Nel primo caso le due distanze da 50 chilometri danno 100 chilometri; nel secondo, le due distanze da 40 chilometri danno 80 chilometri. Analogamente, quattro quarti d’ora ricostruiscono le distanze orarie.
Controllo rapido. A parità di tempo, la velocità maggiore deve produrre una distanza maggiore. A parità di velocità, un quarto d’ora deve produrre metà della distanza percorsa in mezz’ora.
Metodo da trasferire. Interpreta prima la frazione del tempo; usa poi il prodotto per calcolare il valore. Il controllo finale deve essere coerente con entrambe le proporzionalità.
Esempio guidato 2 — Stessa distanza, tempi diversi
Testo dell’esercizio
Due viaggi ideali coprono la stessa distanza di 100 chilometri: uno a 100 chilometri all’ora e l’altro a 80 chilometri all’ora. Determina la durata di ciascun viaggio e la differenza fra i tempi.
Teoria necessaria
Quando sono noti lo spostamento positivo e la velocità costante positiva, il tempo si ricava dividendo lo spostamento per la velocità:
La divisione risponde alla domanda: quanti intervalli di un’ora servono a coprire quella distanza, se in ogni ora se ne percorre la quantità indicata dalla velocità?
Strategia ed errori da prevenire
Il viaggio a 80 chilometri all’ora deve durare più di un’ora, non meno. I 100 chilometri sono la distanza da mantenere fissa: non confrontare viaggi con distanze diverse.
Soluzione e verifica
I pedici distinguono i due casi. La differenza vale 15 minuti. Un controllo indipendente ricostruisce il viaggio più lento: in un’ora si percorrono 80 chilometri; i 20 mancanti richiedono un quarto d’ora, come nell’esempio precedente.

Interpretazione. Il modello quantifica il tempo risparmiato. Non quantifica da solo sicurezza, traffico, soste o convenienza di un viaggio reale.
Esempio guidato 3 — Dalla legge oraria al grafico
Testo dell’esercizio
Un corpo parte dalla posizione di un metro e si muove nel verso positivo con velocità costante di mezzo metro al secondo. Determina la posizione nei primi sei secondi, costruisci il grafico e ricava nuovamente la velocità da due suoi punti.
Teoria necessaria
La legge oraria somma posizione iniziale e spostamento. Nel grafico la posizione iniziale è l’intercetta; la velocità è il rapporto fra variazione verticale e variazione orizzontale.
Strategia ed errori da prevenire
Scrivi prima la relazione completa di unità. Poi scegli istanti regolarmente distanziati e calcola le posizioni. Non imporre il passaggio per l’origine: il corpo parte da un metro. Per stimare la pendenza usa due punti distinti e sottrai le coordinate nello stesso ordine.
Soluzione svolta passo per passo
1. Scrivere il modello. Con tempo iniziale uguale a zero:
2. Calcolare una posizione. Dopo un secondo:
Il mezzo metro è lo spostamento; un metro e mezzo è la posizione. Ripetendo la sostituzione si ottiene la tabella.
| Tempo (s) | 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 |
| Posizione (m) | 1 | 1,5 | 2 | 2,5 | 3 | 3,5 | 4 |
3. Costruire il grafico. Metti il tempo sull’asse orizzontale e la posizione su quello verticale; indica le unità e scegli intervalli regolari su ciascun asse. Riporta le coppie della tabella e traccia la retta nel periodo considerato. Il risultato è la figura 2.
4. Ricavare la pendenza. Usa i punti corrispondenti a quattro e sei secondi:
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